Traffico di esseri umani, le 5 priorità dell’Unione Europea per combattere la tratta

Sconfiggere il traffico di esseri umani. È questo l’obiettivo della Direttiva 2011/36/UE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 5 aprile 2011. Una disposizione che si dà come obiettivo l’eradicazione delle tratta, con direttive relative al periodo che va dal 2012 al 2016.

Il documento prevede 5 priorità da mettere in campo nella lotta al traffico di esseri umani. Andiamo a vedere quali sono.

INDIVIDUARE, PROTEGGERE E ASSISTERE LE VITTIME DELLA TRATTA

Il primo punto riguarda una delle azioni più difficili quando si parla di tratta degli esseri umani: l’individuazione delle vittime e la loro protezione. Un obiettivo che, secondo l’Unione Europea, si può raggiungere in primo luogo tramite l’istituzione di meccanismi nazionali di riferimento che dovrebbero descrivere le procedure per meglio individuare, indirizzare, proteggere e assistere le vittime e dovrebbero coinvolgere tutte le autorità pubbliche competenti e la società civile.

Le vittime, poi, dovrebbero essere informate dei loro diritti e protette dai rischi, con particolare attenzione ai minori.

INTENSIFICARE LA PREVENZIONE DELLA TRATTA DI ESSERI UMANI

La prevenzione è uno dei punti di maggiore interesse della direttiva. In altre parole, si tratta di comprendere e ridurre le cause della domanda agendo sulle imprese e sui consumatori e sensibilizzare le potenziali vittime del traffico di esseri umani, informandole sui propri diritti.

POTENZIARE L’AZIONE PENALE NEI CONFRONTI DEI TRAFFICANTI

L’azione sulle cause è preliminare a quella penale sui trafficanti. Il numero dei casi perseguiti nell’Unione Europea, infatti, resta basso. È, anzi, in diminuzione, nonostante l’interesse mediatico: da 1534 nel 2008 a 1445 nel 2009 e 1144 nel 2010.

Per saperne di più: Quanto guadagna un trafficante di esseri umani

Uno stato di cose da contrastare, secondo l’Ue, attraverso unità nazionali multidisciplinari di contrasto della tratta di esseri umani, indagini finanziarie e una maggiore cooperazione di polizia e giudiziaria transfrontaliera.

MIGLIORARE IL COORDINAMENTO E LA COOPERAZIONE

“È necessario – sottolinea il documento Ue - migliorare il coordinamento e la cooperazione tra i principali operatori che lavorano nel campo della tratta di esseri umani sulla base di un approccio pluridisciplinare, così come è fondamentale la coerenza per assicurare che la politica anti-tratta sia integrata nelle politiche connesse”.

Questo significa, in breve, fare in modo che l’Unione Europea diventi un centro di raccordo all’interno delle operazioni condotte in contrasto del traffico di esseri umani, sia per quello che riguarda l’azione penale che quella di formazione degli operatori, fino ad arrivare alla gestione dei finanziamenti.

AUMENTARE LA CONOSCENZA DELLE PROBLEMATICHE

Per approfondire: Che cos'è Stop Tratta, l'iniziativa di VIS e Missioni Don Bosco

Di tratta degli esseri umani si parla tanto, ma non esistono ancora, anche per la particolarità del fenomeno, dati precisi. Un obiettivo, tra gli altri, del programma Ue è costruire un sistema per la raccolta e la pubblicazione di dati ripartiti in base all’età e al sesso, che consenta di capire le tendenze e i flussi della tratta.

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