Che cos’è il traffico di esseri umani

Quasi un milione di persone sono vittime, ogni anno nel mondo, di traffico di esseri umani. I dati sono del Dipartimento di Stato americano e danno la cifra dell’impatto che questa forma di schiavitù ha ancora a livello internazionali.

TRAFFICO DI ESSERI UMANI: SMUGGLING E TRAFFICKING

Per avere una precisa luce sulla questione, è bene chiarire di cosa parliamo. Il traffico di esseri umani è un mercato criminale, gestito da organizzazioni criminali che agiscono in diversi paesi del mondo ed hanno una diversa dimensione. Si distinguono due fattispecie.

  • Con il termine smuggling si intende, di fatto, "favoreggiamento dell'immigrazione clandestina". In questa situazione, i potenziali migranti si rivolgono direttamente alle organizzazioni criminali per poter migrare. Essi investono un capitale proprio che hanno maturato attraverso il risparmio o vendendo i loro beni o chiedendo un prestito ad amici e famigliari con la promessa di restituirglielo. I migranti acquistano il servizio di trasporto unitamente ai documenti. Una volta giunti a destinazione il loro rapporto con i trafficanti si conclude.

  • Con trafficking, invece, si allude al fenomeno vero e proprio della tratta di esseri umani. Le vittime vengono reclutate direttamente dai trafficanti mediante l'esercizio della violenza o dell’inganno. Le vittime, una volta private dei loro documenti di identità e ridotte in uno stato di schiavitù, sono fatte oggetto di compravendita e sfruttate principalmente nei mercati della prostituzione, dell'accattonaggio, del lavoro nero e del traffico di organi umani.

LA CONVENZIONE DI PALERMO

Nel 2000 a Palermo, l'Italia ha ospitato la conferenza delle Nazioni Unite dedicata alla presentazione della Convenzione contro la criminalità organizzata transnazionale. Durante il meeting, sono stati presentati anche due protocolli, dedicati rispettivamente alla prevenzione, repressione e punizione della tratta di persone, e al contrasto del traffico di migranti.

LA TRATTA DI ESSERI UMANI NELL’ORDINAMENTO ITALIANO

Il Parlamento italiano ha ratificato la Convenzione e i protocolli con la legge 146/2006. Nel 2003 è stata inoltre promulgata la legge 228/2003 con la quale sono state apportate sensibili modifiche agli articoli 600, 601, 602 del codice penale italiano, relativi alla riduzione o mantenimento in schiavitù o in servitù, tratta di persone, acquisto e alienazione di schiavi.

Dal 1998, in Italia, secondo quanto previsto dall'articolo 18 del Decreto Legislativo 286/98 in materia di immigrazione, le vittime di tratta possono usufruire di un permesso di soggiorno per motivi di protezione sociale, al fine di "consentire allo straniero di sottrarsi alla violenza ed ai condizionamenti dell'organizzazione criminale e di partecipare ad un programma di assistenza ed integrazione sociale" (comma 1). La norma citata consente alla vittima di percorrere due possibili strade: quella della denuncia (giudiziaria) e quella di un recupero sociale e psicologico (sociale).

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