Renzi in Africa, una riflessione da Accra

In occasione della visita del Presidente del Consiglio Matteo Renzi in Ghana, pubblichiamo di seguito la testimonianza di Gianpaolo Gullotta, una delle persone impegnate nel volontariato in Africa per il VIS nella campagna Stop Tratta.

Il premier Matteo Renzi in questi primi giorni di febbraio si trova qui in Ghana, nella vecchia Costa de Oro. In questa parte di Africa, forse la più complessa per diversità di culture e popoli, in questo stato del Golfo di Guinea dove l’oceano no smette mai di colpire con forza le sue coste, e dove il sole rende veramente tutto dorato, specialmente le persone di questa terra, che hanno sempre un sorriso per te, per lo straniero.

Il premier  si è recato inoltre, al monumento del padre fondatore del Ghana e del Panafricanismo, Kwame Nkurumah. Il monumento più spettacolare di Accra, la capitale. Un omaggio a questo statista africano che contribuì a costruire la democrazia ghanese. Il suo intervento e le sue diachiarazioni sono sembrate molto pertinenti alle sfide attuali che l’Europa deve affrontare. Ha parlato di una strategia di lungo periodo, per risolvere il problema dell'immigrazione in Europa, creando posti di lavoro in questo continente. Ha sottolineato inoltre la cecità dei precedenti governi italiani che hanno tagliato fondi alla cooperazione internazionale. Queste dichiarazioni sono assolutamente veritiere, soprattutto il ruolo marginale a cui è stata relegata la  cooperazione allo sviluppo italiana negli anni passati. Uno strumento che crea ponti e sinergie tra il Nord ed i Sud del Mondo, visto come un’espressione di poche ONG ed associazioni, mentre al contrario proprio grazie alla cooperazione si possono innescare processi di sviluppo, assieme ai partner locali, che perdureranno nel lungo periodo.

On. Renzi ha definito l’Africa una priorità, sottolineando il bisogno di rafforzare il rapporto con l’Europa e l’Italia stessa.  In quest’ottica ha citato i tre settori in cui l’Italia sta lavorando con il Ghana; l’energia, l’agroalimentare ed il politico. Il settore agroalimentare è di certo in Ghana una priorità, poichè gran parte dell’agricoltura è ancora portata avanti con il metodo slash and burn (taglia e brucia), il quale non è sostenibile per l’ambiente, in quanto lo depaupera a lungo termine delle sostanze nutritive presenti nel suolo, e lo rende arido e sterile. Proprio uno dei progetti del VIS e di Missioni Don Bosco per la campagna Stop Tratta, è quello di sviluppare un’agricoltura eco-sostenibile nella Brong Ahafo region, regione del Ghana prettamente agricola e maggiormente affetta dal problema dell’emigrazione.

In questi ultimi anni è stato sempre raro sentir parlare i politici italiani di cooperazione allo sviluppo, e di supportarla, già questo è un passo avanti nella rivalutazione della cooperazione, come strumento indispensabile per il perseguimento della pace e del benessere in una specifica aerea affetta da problemi sociali, economici e politici. Sicuramente il  nostro auspicio è che l’On. Renzi possa dar seguito pragmaticamente a queste parole, in quanto la cooperazione allo sviluppo ed il dialogo fra i popoli possono porre freno alle numerose stragi del Mediterraneo.

Gianpaolo Gullotta, volontario VIS West Africa - @FogliaDiFaggio

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