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Presentazione del terzo Rapporto sulla Protezione Internazionale in Italia

Nel 2015 e nel primo semestre del 2016 si è assistito all’acuirsi e cronicizzarsi di molte situazioni di guerra: attualmente si contano 35 conflitti in atto e 17 situazioni di crisi. Si legge nel terzo Rapporto sulla Protezione Internazionale in Italia appena pubblicato da Fonazione Migrantes, Anci, Caritas Italiana, Cittalia e Servizio Centrale dello Sprar, e realizzato in collaborazione con UNHCR: “Tali scenari di guerra, oltre a causare morte e distruzione, provocano la fuga di un numero tanto maggiore di persone quanto più lungo e cruento diventa il conflitto o quanto più perdurano neltempo situazioni di insicurezza, violenza e violazione dei diritti umani”.

Tra gli altri principali motivi all’origine della fuga si trovano nella top ten:

  • le disuguaglianze economiche;

  • le disuguaglianze nell’accesso al cibo (per mancanza di un’equa distribuzione della produzione mondiale) e all’acqua;

  • il fenomeno del cosiddetto land grabbing, che sottrae terre produttive ai paesi più poveri;

  • l’instabilità creata dagli attentati terroristici

sintesi dati migrazioni

 

Quali sono le principali rotte verso l’Europa?

La principale rotta migratoria nel 2015 è senza dubbio quella del Mediterraneo Orientale, dove si registrano numeri 16 volte maggiori a quelli registrati nell’anno precedente: di fatto, è questa la principale via di accesso per l’Europa. Secondo Frontex, oltre 885 mila persone (in particolare siriani, afghani e iracheni) sono transitate dalla Turchia e dalle aree limitrofe verso la Grecia via mare ma anche via terra (attraverso la Bulgaria e Cipro).

Al secondo posto la rotta balcanica, attraversata nel 2015 da ben 764.000 migranti ed ora formalmente interrotta dagli accordi tra Turchia ed Unione Europea (marzo 2016). Questa rotta, percorsa via terra e destinata al Nord Europa, passa attraverso la Grecia, la Macedonia, la Bulgaria, la Serbia, la Croazia e la Slovenia.

L’antica strada del Mediterraneo Centrale, rotta storica e maggiormente percorsa da chi arriva in Sicilia per intenderci, ha subìto una netta flessione negativa rispetto all’anno precedente; concentra le partenze quasi esclusivamente dai porti libici e tra i 153.000 che sono saliti a bordo di “carrette del mare” ci sono prevalentemente eritrei, nigeriani e somali.

principali rotte di migrazione

 

Le stragi in mare senza fine

Dato che tristemente continua a salire è quello delle morti in mare. Uomini, donne, bambini costretti a fuggire dalla propria terra che trovano nel mare prima una speranza, poi la propria tomba.

Ancora una volta le pagine di cronaca di questi giorni ricordano il dramma di questi migranti e del traffico di esseri umani. Mercoledì scorso sono stati salvati 580 migranti, a bordo di 4 gommoni di cui uno semiaffondato, in cinque distinte operazioni coordinate dalla Guardia Costiera. Ultimo fatto di un fenomeno che non sembra arrestarsi, nonostante il peggioramento delle condizioni meteorologiche con clima sempre più freddo e mare agitato.

 

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